RESTO AL SUD 2.0
E AUTOIMPIEGO CENTRO-NORD ITALIA

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Cosa sono Resto al Sud e Autoimpiego Centro-Nord Italia

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord Italia sono i nuovi incentivi dedicati a chi vuole avviare un’attività imprenditoriale, professionale o autonoma.

  • Resto al Sud 2.0 è rivolto ai giovani under 35 che intendono avviare nuove iniziative nel Mezzogiorno, con contributi a fondo perduto fino al 75%.
  • Autoimpiego Centro-Nord Italia è la misura dedicata a chi risiede nelle regioni del Centro-Nord, con particolare attenzione a giovani, donne e persone in condizioni di svantaggio, che vogliono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.

Entrambi gli strumenti puntano a stimolare nuova imprenditorialità, innovazione, digitale e sostenibilità, riducendo le barriere economiche all’avvio.

●Industria

●Artigianato

●Trasformazione dei prodotti agricoli

●Turismo

●Commercio

●Attività libero professionali

●Fornitura di servizi alle imprese e alle persone

Quali attività sono ammesse?

Sia Resto al Sud 2.0 che Autoimpiego ammettono quasi tutte le attività economiche, con esclusione di quelle vietate dal regime europeo “de minimis” (come produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura).

Le forme ammissibili comprendono:

  • lavoro autonomo con Partita IVA

  • imprese individuali

  • società (Snc, Sas, Srl, cooperative)

  • libere professioni, anche in forma associata (STP).

A chi è rivolto

  • Resto al Sud 2.0 è destinato ai giovani under 35 residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) che siano inoccupati, inattivi, disoccupati, iscritti al programma GOL o in condizioni di marginalità sociale.

  • Autoimpiego è rivolto ai giovani under 35 che nelle regioni del Centro e Nord Italia, intendono avviare una nuova attività e non dispongono dei mezzi finanziari sufficienti. La misura guarda in particolare a giovani, donne, disoccupati e persone svantaggiate.

Spese ammissibili con Resto al Sud 2.0

Intensità del contributo e spese ammissibili (voucher)

Contributo al 100% a fondo perduto per l’acquisto di beni e servizi

  • Autoimpiego centro-nord Italia (misura ACN): contributo massimo di € 30.000, elevato ad € 40.000 per l’acquisto di beni e servizi, di carattere innovativo, tecnologico, digitale, o che assicurino la sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico. Le spese devono essere sostenute entro 9 mesi (prorogabili a 12) dalla data del provvedimento di concessione.
  • Resto al Sud 2.0 (misura RSUD): contributo massimo di € 40.000; elevato ad € 50.000 per l’acquisto di beni e servizi, di carattere innovativo, tecnologico, digitale, o che assicurino la sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico. Le spese devono essere sostenute entro 9 mesi (prorogabili a 12) dalla data del provvedimento di concessione.

Spese ammissibili

  • Macchinari, impianti, attrezzature ed arredi
  • programmi informatici, software e servizi ICT (es. licenze, sviluppo software, app, piattaforme)
  • acquisizioni di competenze finalizzate allo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico (es. sviluppo portali web, visual o digital brand, ideazione di marchi)
  • consulenze tecnico-specialistiche fornite dagli ETS (es. progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, realizzazioni di prototipi, matrici, modelli, certificazioni ambientali e/o energetiche), per un massimo del 30% del contributo,

Spese non ammissibili

Beni usati, acquisto di terreni, acquisto e ristrutturazioni di immobili, consulenze per compilare la domanda, consulenze legali/fiscali/tributarie.

Intensità del contributo e spese ammissibili (investimenti)

  • Autoimpiego centro-nord Italia (misura ACN): contributo a fondo perduto fino al 65% per investimenti inferiori ad €120.000 e fino al 60% per investimenti compresi tra €120.000 e €200.000. Le spese devono essere sostenute entro 16 mesi (prorogabili a 20) dalla data del provvedimento di concessione.
  • Resto al Sud 2.0 (misura RSUD): contributo a fondo perduto fino al 75% per investimenti inferiori ad €120.000 e fino al 70% per investimenti compresi tra €120.000 e €200.000. Le spese devono essere sostenute entro 16 mesi (prorogabili a 20) dalla data del provvedimento di concessione.

Spese ammissibili (investimenti):

  • ristrutturazione e manutenzione straordinaria (nel limite del 50% dell’investimento)
  • macchinari, impianti, attrezzature ed arredi, veicoli (in caso di particolari condizioni)
  • programmi informatici, software e servizi ICT (es. licenze, sviluppo software, app, piattaforme)
  • acquisizioni di competenze finalizzate allo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico (es. sviluppo portali web, visual o digital brand, ideazione di marchi)
  • consulenze tecnico-specialistiche fornite dagli ETS (es. progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, realizzazioni di prototipi, matrici, modelli, certificazioni ambientali e/o energetiche), per un massimo del 30% del contributo,

Spese non ammissibili

beni usati, acquisto di terreni, immobili ed infrastrutture, consulenze per compilare la domanda, interessi, imposte; costi correnti (materie prime, personale, utenze, locazioni, leasing, consulenze non tecnico-specialistiche).

Esempio concreto

Un giovane under 35 della Sicilia vuole avviare una startup digitale che sviluppa piattaforme web per il turismo sostenibile.
Grazie a Resto al Sud 2.0 può ottenere:

  • un voucher da 50.000 € a fondo perduto per software, consulenze e licenze digitali;

  • un contributo a fondo perduto fino al 75% di un investimento da 150.000 €, per arredamenti, attrezzature e realizzazione di un portale innovativo.

In questo modo, l’iniziativa imprenditoriale può partire con una copertura pubblica significativa, riducendo i costi iniziali e aumentando le possibilità di successo.

Allo stesso modo, una giovane professionista in Emilia-Romagna vuole aprire uno studio di consulenza green:

  • con Autoimpiego può finanziare l’acquisto di arredi, software e servizi digitali, accedendo a contributi a fondo perduto che coprono gran parte dell’investimento iniziale.

Entrambi gli strumenti permettono così di ridurre drasticamente i costi di avvio e aumentare le possibilità di successo di nuove iniziative imprenditoriali.

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