Regione Campania: contributi fino all’80% per i progetti del Terzo Settore

Tempo di lettura: 6 minuti

La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.

Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.

Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania

L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.

L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.

Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.

Chi può partecipare

Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:

  • Organizzazioni di Volontariato – OdV;
  • Associazioni di Promozione Sociale – APS;
  • Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Ogni soggetto partecipante deve:

  • essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
  • mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
  • avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
  • svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.

Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da ciascun partner.

Quali soggetti non possono ricevere il contributo

Non possono partecipare come beneficiari:

  • i Centri di Servizio per il Volontariato;
  • le imprese sociali;
  • le cooperative sociali;
  • gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.

Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.

Come deve essere formato il partenariato

Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.

Progetti comunali o sovracomunali

Devono essere presentati da:

  • un soggetto capofila;
  • almeno un partner.

Progetti interprovinciali o regionali

Devono essere presentati da:

  • un soggetto capofila;
  • almeno due partner.

I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.

Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.

Il ruolo dei soggetti collaboratori

Enti pubblici e soggetti privati diversi dai beneficiari possono aderire gratuitamente al progetto.

La collaborazione deve essere formalizzata attraverso il modello previsto dall’Avviso e deve indicare attività concrete. Non è sufficiente una generica dichiarazione di sostegno.

I collaboratori:

  • non possono ricevere quote del contributo;
  • non concorrono alla composizione minima del partenariato;
  • devono assumere impegni specifici;
  • possono contribuire al coinvolgimento territoriale e al punteggio della proposta.

Le due tipologie di progetto finanziabili

Linea A: progetti comunali o sovracomunali

Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.

Il costo complessivo deve essere:

  • non inferiore a 25.000 euro;
  • non superiore a 49.999 euro.

Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.

Linea B: progetti interprovinciali o regionali

Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.

Il costo complessivo deve essere:

  • non inferiore a 50.000 euro;
  • non superiore a 170.000 euro.

Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.

Valorizzazione del lavoro volontario

Il valore del lavoro svolto dai volontari può concorrere al cofinanziamento, fino a un massimo pari al 20% del costo complessivo del progetto.

La valorizzazione deve rispettare le retribuzioni orarie previste per mansioni analoghe dai contratti collettivi applicabili. Le attività devono essere registrate e documentate attraverso:

  • ordine di servizio;
  • registro delle presenze;
  • indicazione delle attività svolte;
  • sottoscrizione del volontario;
  • controfirma del legale rappresentante.

I volontari devono inoltre essere coperti da una polizza contro infortuni, malattie connesse all’attività e responsabilità civile verso terzi.

Quali progetti possono essere presentati

Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.

1. Contrasto alla povertà

Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:

  • contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
  • sostenere persone e famiglie vulnerabili;
  • recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
  • prevenire la povertà minorile;
  • rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.

2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale

Possono essere sviluppati interventi di:

  • inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
  • educazione ambientale e alimentare;
  • valorizzazione della biodiversità;
  • sviluppo sostenibile dei territori rurali;
  • inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.

3. Salute e benessere

Rientrano, a titolo esemplificativo:

  • prevenzione sanitaria e oncologica;
  • attività sportive;
  • sostegno alle persone con disabilità;
  • contrasto alle dipendenze;
  • benessere psicologico e sociale;
  • servizi domiciliari e territoriali.

4. Educazione inclusiva

Possono essere sostenute attività riguardanti:

  • contrasto alla povertà educativa;
  • educazione alla legalità;
  • sviluppo delle competenze digitali e STEM;
  • contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
  • uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
  • inclusione scolastica e sociale.

5. Uguaglianza di genere

Sono previste iniziative rivolte a:

  • prevenzione della violenza;
  • parità tra donne e uomini;
  • conciliazione tra vita e lavoro;
  • empowerment delle donne;
  • sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.

6. Crescita economica e lavoro dignitoso

Gli interventi possono favorire:

  • inclusione socio-lavorativa;
  • attivazione dei giovani NEET;
  • contrasto allo sfruttamento;
  • formazione linguistica e civica;
  • orientamento al lavoro;
  • sviluppo dell’economia sociale.

7. Riduzione delle disuguaglianze

Tra le attività ammesse figurano:

  • accompagnamento ai servizi;
  • sviluppo delle competenze digitali;
  • sostegno scolastico;
  • inclusione delle persone con disabilità;
  • contrasto alle solitudini involontarie;
  • welfare generativo di comunità.

8. Città e comunità sostenibili

I progetti possono riguardare:

  • rigenerazione di spazi;
  • cittadinanza attiva;
  • tutela dei beni comuni;
  • valorizzazione dei beni confiscati;
  • sport come strumento di aggregazione;
  • turismo sociale e accessibile.

9. Produzione e consumo responsabili

Sono previste attività per:

  • economia circolare;
  • riuso e riciclo;
  • riduzione degli sprechi;
  • consumo sostenibile;
  • recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
  • uso responsabile delle risorse naturali.

10. Contrasto al cambiamento climatico

Possono essere realizzati:

  • percorsi educativi nelle scuole;
  • attività formative sui cambiamenti climatici;
  • iniziative di sensibilizzazione;
  • azioni per favorire comportamenti responsabili;
  • attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.

L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.

Quali spese sono ammissibili

Le spese devono essere necessarie alla realizzazione del progetto, congrue, documentate e sostenute nel periodo di ammissibilità.

Tra le principali voci possono rientrare:

  • personale dipendente impiegato nel progetto;
  • prestazioni professionali individuali;
  • servizi strumentali;
  • materiali e forniture;
  • attività di coordinamento;
  • progettazione;
  • monitoraggio;
  • comunicazione;
  • cancelleria e forniture per ufficio;
  • canoni di locazione;
  • utenze;
  • manutenzione ordinaria;
  • attrezzature strettamente funzionali;
  • rimborsi documentati ai volontari.

Limiti percentuali da rispettare

MacrovoceLimite
Segreteria, coordinamento, comunicazione, progettazione e monitoraggioMassimo 20%
Prestazioni professionali individuali e servizi strumentali di terziMassimo 20%
Costi indirettiMassimo 10%

Il mancato rispetto dei limiti può determinare l’esclusione della proposta.

I costi indiretti devono essere imputati in misura proporzionale, sulla base di un metodo equo, corretto e documentabile. Possono comprendere quote di affitto, manutenzione, energia elettrica, gas, acqua, telefono, riscaldamento e condizionamento direttamente riferibili al progetto.

IVA e beni durevoli

L’IVA può essere riconosciuta soltanto quando è realmente e definitivamente sostenuta dall’ente e non risulta recuperabile.

Per beni e attrezzature durevoli:

  • se il costo o il valore di ammortamento è superiore a 516,46 euro, può essere imputata esclusivamente la quota di ammortamento riferibile al progetto;
  • se il valore è pari o inferiore a 516,46 euro, può essere riconosciuto l’intero costo, purché siano rispettate le altre condizioni dell’Avviso.

Il personale deve essere documentato mediante ordine di servizio, cedolini, time-sheet, certificazione del costo orario e modelli F24.

Quali spese sono escluse

Non sono ammissibili:

  • IVA recuperabile;
  • imposte e tasse;
  • spese legali;
  • interessi e costi derivanti da infrazioni o contenziosi;
  • spese generali rendicontate in modo forfettario;
  • voci denominate “imprevisti”, “varie” o equivalenti;
  • acquisto o ristrutturazione di immobili;
  • investimenti in scorte;
  • attività promozionali non direttamente collegate al progetto;
  • congressi, convegni o raduni istituzionali dell’organizzazione;
  • costi non strettamente collegati alla proposta approvata.

Le spese devono essere comprovate da fatture quietanzate o documenti contabili equivalenti. Autofatture, fatture pro-forma e preventivi non costituiscono documenti probatori della spesa.

Come vengono valutati i progetti

La selezione avviene mediante procedura valutativa a graduatoria.

Per essere considerato ammissibile al finanziamento, il progetto deve conseguire almeno 60 punti.

Il raggiungimento della soglia minima non garantisce però la concessione del contributo. Il finanziamento dipende dalla posizione occupata nella graduatoria e dalle risorse disponibili.

Requisiti soggettivi

La valutazione considera:

  • esperienza maturata negli ultimi cinque anni;
  • numero dei partner aggiuntivi;
  • coinvolgimento di enti pubblici e soggetti privati collaboratori.

Come e quando presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente tramite il servizio digitale regionale, a partire dalle ore 17:00 del 3 agosto 2026 fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.

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