La Regione Campania ha approvato il bando SRD03 – Azione C “Attività educative/didattiche”, nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. La misura sostiene gli investimenti realizzati dalle aziende agricole già iscritte all’Albo regionale delle Fattorie Didattiche per sviluppare nuovi servizi educativi, laboratori, percorsi tematici e soluzioni digitali, inclusive e sostenibili.
L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale pari al 60% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 90.000 euro. Le domande possono riguardare programmi di investimento compresi tra 15.000 e 150.000 euro e, secondo quanto previsto dal decreto di approvazione, devono essere presentate entro le ore 14:00 del 15 settembre 2026. L’accesso al contributo non è automatico: occorre rispettare i requisiti, raggiungere almeno 51 punti e collocarsi utilmente nella graduatoria regionale.
Che cos’è il bando SRD03 – Azione C
L’intervento finanzia la diversificazione delle aziende agricole attraverso attività educative e didattiche connesse all’agricoltura ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.
L’obiettivo è consentire alle imprese di integrare il reddito agricolo offrendo servizi rivolti, ad esempio, a scuole, famiglie, turisti e altri utenti interessati a conoscere il mondo rurale. La misura punta anche a migliorare l’attrattività delle aree rurali, sostenere lo sviluppo economico locale e contrastarne lo spopolamento.
Il progetto non deve quindi limitarsi all’acquisto di singoli beni. Gli investimenti devono essere inseriti in un programma coerente, capace di creare o sviluppare servizi didattici effettivamente collegati all’attività agricola dell’impresa.
Chi può presentare la domanda
Possono partecipare gli imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile. Sono esclusi i soggetti che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.
Alla data di presentazione della domanda, il richiedente deve:
- avere una sede operativa in Campania;
- essere iscritto al Registro delle Imprese con codice ATECO 01;
- essere già iscritto all’Albo regionale delle Fattorie Didattiche, Sezione A;
- avere costituito e aggiornato il fascicolo aziendale;
- presentare un investimento ammissibile di almeno 15.000 euro;
- essere in regola con il DURC;
- possedere i requisiti di affidabilità previsti dal bando.
Non possono partecipare i soggetti che, alla data di pubblicazione del bando, non abbiano ancora presentato la domanda di saldo finale relativa a progetti finanziati con la Misura 6.4.1 del PSR Campania 2014-2022. Inoltre, il medesimo legale rappresentante non può partecipare a più domande, anche attraverso soggetti giuridici differenti.
La semplice intenzione di costituire una fattoria didattica non è sufficiente: l’iscrizione alla Sezione A dell’Albo regionale deve risultare già perfezionata alla data di rilascio della domanda.
Disponibilità degli immobili interessati dal progetto
Gli investimenti devono essere realizzati su beni fondiari nella disponibilità dell’impresa e correttamente riportati nel fascicolo aziendale.
Sono ammessi:
- proprietà;
- altri diritti reali di godimento, con esclusione del comodato d’uso;
- contratto di affitto regolarmente registrato;
- per i beni confiscati, le forme di concessione previste dalla normativa applicabile.
Quando il richiedente non è proprietario esclusivo, occorre acquisire l’autorizzazione scritta del proprietario o di tutti i comproprietari alla realizzazione degli interventi.
La disponibilità giuridica e la destinazione d’uso dell’immobile devono essere garantite per almeno otto anni dalla domanda e, in ogni caso, per non meno di cinque anni dal pagamento del saldo finale.
Quali investimenti sono finanziabili
Interventi di edilizia libera e non strutturali
Sono ammesse opere leggere, strettamente collegate alle attività didattiche, che non richiedano CILA, SCIA o permesso di costruire e che non comportino modifiche strutturali, aumento di volume, variazioni della sagoma o alterazioni dei prospetti.
Rientrano, ad esempio:
- tinteggiature, pavimentazioni e rivestimenti;
- controsoffitti non portanti e infissi interni;
- sistemazioni esterne leggere;
- orti e giardini sensoriali;
- percorsi di compostaggio;
- apiari didattici con arnie trasparenti;
- piccoli impianti idroponici didattici;
- adeguamenti non strutturali degli impianti elettrici, idrici o di illuminazione.
Le opere edilizie soggette a titolo abilitativo non sono finanziabili.
Macchinari, impianti, arredi e attrezzature
Il bando finanzia beni nuovi funzionali alla realizzazione di nuovi servizi educativi, tra cui:
- cartellonistica e strumentazione didattica;
- totem interattivi e digitali con QR code;
- arredi per sale e aule didattiche;
- proiettori e dispositivi multimediali;
- sistemi di realtà aumentata o virtuale;
- tecnologie immersive;
- banchi regolabili e altri arredi accessibili;
- segnaletica tattile, sonora o in braille;
- supporti per utenti con disabilità o bisogni educativi speciali.
Sono ammissibili anche microimpianti dimostrativi per la trasformazione o l’analisi dei prodotti agricoli, apparecchiature per l’analisi del suolo e strumenti per il monitoraggio climatico.
Risparmio idrico ed energetico a fini didattici
Possono essere inseriti sistemi dimostrativi, come:
- recupero dell’acqua piovana per uso irriguo;
- solare termico;
- accumulatori elettrici;
- impianto fotovoltaico con potenza massima di 1 kW.
Questi impianti devono avere finalità didattiche o dimostrative e non possono essere presentati come investimenti energetici ordinari destinati prevalentemente al fabbisogno aziendale.
Software, siti web e strumenti digitali
Sono ammissibili:
- software per la gestione delle attività educative;
- piattaforme di e-learning;
- applicazioni interattive;
- strumenti per monitorare l’impatto formativo;
- siti web dedicati alle attività didattiche;
- storytelling multimediale;
- gamification e percorsi virtuali.
Sono esclusi i costi ordinari di gestione e manutenzione successiva.
Spese generali
Possono essere riconosciute le spese tecniche direttamente collegate alla preparazione, esecuzione e rendicontazione dell’operazione, nei limiti stabiliti dalle Disposizioni Comuni e calcolati attraverso le funzionalità previste dal SIARC.
Principali spese non ammissibili
Non sono finanziabili, tra le altre:
- investimenti avviati prima della domanda;
- acquisto di terreni e immobili;
- beni usati o di antiquariato;
- beni di consumo;
- animali e piante annuali;
- leasing e noleggi;
- mezzi di trasporto targati;
- tende, roulotte, camper e case mobili;
- smartphone, smartwatch e dispositivi personali;
- opere soggette a CILA, SCIA o permesso di costruire;
- manutenzione ordinaria e costi di funzionamento;
- spese sostenute per il mero adeguamento a obblighi normativi;
- assistenza post-vendita;
- canoni di fornitura e allacciamento;
- registratori di cassa;
- gestione e manutenzione di siti, app e software;
- pagamenti in contanti o in natura.
L’IVA è esclusa, salvo i casi nei quali non sia recuperabile secondo la normativa nazionale.
Quanto finanzia il bando
Il contributo copre il 60% della spesa ammissibile.
Il programma deve avere un valore compreso tra:
- 15.000 euro, quale investimento minimo;
- 150.000 euro, quale investimento massimo.
Il contributo non può superare 90.000 euro ed è concesso in regime “de minimis”. Prima della domanda occorre pertanto verificare gli aiuti già ricevuti dall’impresa e dalle eventuali imprese ad essa collegate, secondo la nozione europea di “impresa unica”.
Quando possono iniziare gli investimenti
Non sono ammesse le spese riferite a investimenti avviati prima della presentazione della domanda. Possono essere considerate le attività preparatorie avviate nei dodici mesi precedenti, nei limiti e alle condizioni del bando.
Dopo la presentazione della domanda, l’impresa può decidere di avviare il progetto prima della conclusione dell’istruttoria, ma opera a proprio rischio: in caso di esito negativo, tutte le spese rimangono a suo carico. Devono comunque essere rispettate fin dall’inizio le regole sulla tracciabilità e sulla documentazione digitale.
Tempi di realizzazione ed erogazione
Il progetto deve essere completato entro 12 mesi dalla concessione.
Il contributo può essere erogato attraverso:
- anticipazione, fino al 50% del contributo, previa garanzia fideiussoria pari al 100% dell’importo anticipato;
- SAL, su una spesa giustificata almeno pari al 30% della spesa ammessa;
- saldo finale, obbligatorio per la chiusura del progetto.
L’anticipazione deve essere richiesta entro sei mesi dalla concessione. La somma tra anticipazione e acconti non può superare il 90% del contributo concesso.
Come presentare la domanda
La domanda di sostegno deve essere presentata telematicamente attraverso il portale SIAN entro le ore 14:00 del 15 settembre 2026.
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