Bando SRD06 Campania 2026: contributo del 70% per proteggere le colture

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La Regione Campania ha attivato il bando SRD06 – Azione 1, destinato alle imprese agricole che intendono realizzare sistemi di protezione contro grandine, pioggia, gelo, temperature elevate, insetti e altri fattori capaci di danneggiare le colture.

La misura dispone di 5 milioni di euro e concede un contributo in conto capitale del 70% su investimenti compresi tra 20.000 e 220.000 euro. Le domande devono essere presentate telematicamente entro le ore 16:00 del 12 ottobre 2026. L’accesso al contributo non è automatico: i progetti sono sottoposti a istruttoria, valutazione e formazione di una graduatoria.

Che cos’è il bando SRD06 Azione 1

Il bando rientra nel Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale della Campania 2023-2027 e sostiene interventi di prevenzione finalizzati a ridurre l’esposizione delle produzioni agricole ai rischi climatici e biologici.

L’Azione 1 è articolata in due ambiti:

  • Azione 1.1, per prevenire i danni provocati da calamità naturali ed eventi climatici avversi;
  • Azione 1.2, per prevenire i danni provocati da fattori biotici, come insetti e organismi nocivi.

Gli investimenti devono interessare i comparti frutticolo-viticolo, orticolo e florovivaistico e devono essere localizzati nel territorio regionale.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.

Sono esclusi i soggetti che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura. Il medesimo legale rappresentante non può inoltre partecipare a più domande, anche attraverso soggetti giuridici differenti.

L’impresa deve:

  • essere iscritta alla Camera di Commercio in posizione attiva;
  • esercitare un’attività agricola con codice ATECO 01, dalla divisione 01 fino alla 01.50;
  • avere il codice ATECO associato alla partita IVA agricola;
  • aver costituito e aggiornato il fascicolo aziendale;
  • essere in regola con il DURC;
  • possedere i requisiti di affidabilità previsti dal bando.

Il fascicolo aziendale deve contenere, tra gli altri dati, i titoli di possesso dei beni interessati, il conto corrente dedicato, la PEC, le informazioni camerali, fiscali, previdenziali e le particelle oggetto dell’investimento. Il bando richiede espressamente l’aggiornamento del fascicolo ai fini della domanda; la validazione è inoltre prevista per le successive domande di pagamento.

Quali investimenti sono finanziabili

Il sostegno riguarda la realizzazione o l’ampliamento di strutture di protezione coerenti con le esigenze delle colture e con i rischi individuati nella Relazione Tecnica Agronomica.

Comparto frutticolo-viticolo

InterventoPrincipali costi finanziabili
Reti antigrandineReti, ancoraggi, pali, fili, funi, copripalo, placchette e installazione
Reti ombreggiantiMateriali e installazione
Reti antipioggia o anticrackingMateriali e installazione
Reti antigelo e antibrinaMateriali e installazione
Reti antinsettoReti, materiali pertinenti e strutture di sostegno

Comparto orticolo e florovivaistico

InterventoPrincipali costi finanziabili
Reti ombreggiantiAcquisto delle reti
Reti antinsettoAcquisto delle reti
Reti anti-lumacaAcquisto delle reti

Sono ammesse anche reti multifunzione, ad esempio capaci di proteggere contemporaneamente dalla grandine e dalla pioggia oppure dalla pioggia e dagli insetti.

Per i comparti orticolo e florovivaistico non sono finanziabili le strutture portanti, come serre, tunnel e tunnellini. Il bando esclude inoltre, per gli interventi indicati, i costi di posa in opera delle reti. È quindi indispensabile verificare la corrispondenza tra comparto, tipologia di protezione e voce di costo.

Spese non ammissibili

Tra le principali esclusioni figurano:

  • investimenti avviati prima della domanda;
  • acquisto di terreni e immobili;
  • acquisto di animali e piante annuali;
  • leasing e noleggio;
  • manutenzione ordinaria;
  • spese di esercizio e funzionamento;
  • lavori in economia e contributi in natura;
  • interventi destinati al solo adeguamento alla normativa;
  • assistenza post-vendita;
  • interessi passivi;
  • IVA recuperabile;
  • pagamenti in contanti o in natura;
  • onorari professionali per i quali non sia documentata la ritenuta d’acconto, quando dovuta.

Non sono inoltre ammissibili le tipologie di investimento non espressamente previste o non direttamente collegate al progetto.

Contributo e importi finanziabili

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale del 70% della spesa ammissibile.

La spesa complessiva deve essere:

  • non inferiore a 20.000 euro;
  • non superiore a 220.000 euro.

Il contributo può quindi variare, in termini teorici, da 14.000 a 154.000 euro. L’importo effettivamente riconosciuto dipenderà dalle spese ritenute ammissibili in sede di istruttoria.

È possibile richiedere un’anticipazione non superiore al 50% del contributo pubblico, previa presentazione di una garanzia fideiussoria bancaria o equivalente pari al 100% dell’importo anticipato.

Tempi di realizzazione e obblighi

Il progetto deve essere completato entro 12 mesi dalla concessione. L’avvio deve essere comunicato tramite l’apposita scheda disponibile sul SIARC.

È possibile iniziare il progetto dopo la presentazione della domanda e prima della conclusione dell’istruttoria, ma il richiedente assume il rischio che tutte le spese restino a proprio carico in caso di esito negativo.

L’investimento deve mantenere destinazione, consistenza, funzionalità e utilizzo per almeno cinque anni dalla liquidazione del saldo finale.

Come e quando presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa telematicamente attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN, dal 6 agosto 2026 alle ore 16:00 del 12 ottobre 2026.

Come vengono valutate le domande

Le domande ammissibili vengono ordinate in una graduatoria e per accedervi il progetto deve ottenere almeno 35 punti.

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